Marketing is for losers close

La prima sera

La prima sera è ancora presto

Già troppo tardi

Per tutto il resto

E adesso

Il monte si sveglia

E così sia

Poltiglia.

(La pioggia cade come neve

Poi a Edimburgo spunta il sole

sorpassando a derecha

il castello con un dolce fiore malaga

Violeta è ambrata e ispanica

Ancora ancora

un altro bacio e un altro ancora

Finché viene sera

Mi baci il collo vampira

che fa freddo e il corpo brucia

e c’è solo una sera

come quella

è la prima)

Al banco

Il solito

che ho il vomito

indomito

anche oggi è finita

anche oggi è andata

una passeggiata

di salute ammalata

che non basta un’aranciata…

che ci vuole una virata

decisa

ostinata e contraria

sicaria

più aria

creare materia

per riempire

il vuoto del mercato

al banco della frutta

«le fragole a dicembre son più buone

il freddo le mantiene bene»

rispondo «voglio pane

quello lo fai la mattina»

«No! È da scongelare!»

e dirti t’amo è un rischio

a cui mi sono esposto

un problema che non ho risolto

salato come il mar morto

«un ferro da cucire storto

a che mi serve per l’inverno!»

un dire vado e non mi sposto

un dire cado e invece svengo

un dire esco e invece dormo

«chissà che bel ricordo…»

«non ricordo, è passato troppo tempo,

è solo e sempre il tempo

che modella come pongo

il dittongo

di me con il mio dentro

di ciò che vivo e sento

e il mio cuore è sempre spinto

questione di dosaggio

anche se è solo in rodaggio

ma con la crisi del greggio…

buono se arrivo a maggio.

La prima sera (audio)

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