Marketing is for losers close

Quando sento solo

quando sento solo che mi sento solo quando poi la vita è già piena di vita

che la sigaretta resta spenta e aspetta che là in cameretta è chiusa la finestra

quando uscivo in centro la città che festa

quando esco adesso tavolini in piazza

non si può capire il senso di una frase da contesto e rime da un bel carnevale

colori che giravano su vagoni postali d’amianto a tinta acero americano come uno sbagliato ordinato al banco dei navigli secchi di milano a gesti con gli occhiali grossi e la frangetta, te li ricordi?

quanti morti fai due passi e svolti fai due passi e sposti chili_dì cello’ fanini in piazzale’ loreto a testa in giù’ in nero niger senza la sostanza di una piazza e basta, ora una rotonda con in cima in mostra tutta l’arroganza dei suoi brand di stanza della nuova banca che fa concorrenza al materasso in fondo un mulatto scarno che parla in dialetto, milanese stretto, in viale degli abruzzi, un cinese fa pure gli scontrini alla gente per bene, non se la vivrà bene con le sciure oscene che chiedono sconti coi bracciali ai polsi più pesanti di boldi…

grassetti deformi di grafici in stage con sguardi da star e un futuro che va in va ucher per di là per la politecnicità che libertà essere schiavi di a seconda di necessità e money… se rimango qui in città c’è il monte rosa che si vede dall’ottavo piano di gorla da un po’ più lontano se c’è stato il vento se si trova il tempo di affacciarsi a nord di guardare fuori, come un balcone… al caldo del cemento che si scalda come un’esplosione senza un albero sui marciapiedi, oltre i cancelli che racchiudono oasi d’arie condizionate, mangiamo cazzate e canzoni piratate senza averle mai pagate…  , la finanza che farà quando ci scopre tutti, cosa succederà a chi si è comprato i dischi per davvero, e cosa farà a chi non è ancora vegano?

Questa è una storia breve di un paese e di un rap senza memoria e pretese ora il gioco ha chiuso il giro ora è cambiato il giro ora chi non esisteva sta salendo a fare un giro e chi invece è stato ma non si è fotografato verrà dimenticato da un giornale non stampato, mortalmente immortalato per sempre, andato, non scritturato da un giornalista arrabbiato da un lettore arrapato da un modo sbagliato al quale abbiam delegato, il cielo stellato, per un video che snapchat ha già cancellato.  Ma magari uno screenshot di un frame , almeno si è salvato. O forse qualcuno sul tubo l’ha ricaricato.

quando uscivo in centro la città che festa

quando esco adesso la distanza è tanta

ma si sa che non si sa mai che dire o se era meglio tacere in fondo il fondo del cono è un imbuto di cioccolato senza glutammato un brodo primordiale di quel che è stato è stato colpito drenato dimenticato ignorato mio fratello è figlio unico, perché non è mai nato, rino caronte onirico congiungi queste sponde per due soldi sei il mio ponte portami oltre fuori da questa coltre di persone colte che non possono più crescere senza radici, tagliate come fiori da camion, di mano in mano, da un pakistano a un italiano con il cuore in mano e nell’altra due euro da sovrano tieni comprati un divano

indipendentemente dal momento incosciente chi non sente non sente oppure mente perché è un vincente e no non si arrende a questo brutto ventre mollo vuole tutto o niente crollo non serve a niente se non sei niente

tutti i tuoi gadget da perdente

indovina quanto valgono?

Related Entries
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: