Marketing is for losers close

Il successo e la politica

11-9-2015

Se si vuole il successo bisogna seguire le regole del mercato. Se si vuol fare politica bisogna riuscire a cambiarle.

Fare politica è non seguire le leggi di mercato.

Seguire una politica di mercato è seguire il mercato.

Uno stato dovrà attuare delle politiche in perdita, investire dei soldi che non avranno un ritorno economico.

Ma uno stato dovrà anche riuscire a produrne. Essere sostenibile.

Ma uno stato può solo permettere ai suoi lavoratori di sfruttare al meglio le possibilità sovranazionali di reddito e lavoro, anche. Per cui le tasse non potranno essere troppo superiori alla media, e i servizi erogati dovrebbero fermarsi quando i tributi del lavoro finiscono. Cioè, tutti dovrebbero lavorare per lo stato, anche. E così è. E lo stato li usa per tenere in piedi i servizi fuori dal mercato.

Ma il mercato vince sempre sullo stato. Alla lunga, se non subito. Può non vincere solo sull’individuo singolo, rare volte, perché l’individuo singolo può ribellarsi, e lavorare contro. Ma dovrà anche lavorare per. Per sopravvivere.

Perché per avere successo l’unico modo è seguire le regole del mercato. Chi le sovverte è perché le sta seguendo, senza accorgersene. E crea un nuovo mercato. Un nuovo spazio. Occupando spazio. Per sopravvivere all’egemonia, agendo da egemone, contro tutti.

Ma questo spazio, una volta creato è subito occupato da molti, che possono rovinare lo spazio, o impadronirsene, o migliorarlo e arricchirlo, ciclicamente. Uno spazio di mercato nato dall’aver “sovvertito” regole di mercato, diventa subito mercato. Senza alcuna regola se non quella del profitto. Il profitto è una cosa buona. Ci permette di guadagnare. E un guadagno è spesso meglio di una perdita. E la politica implica sempre una perdita. E il mercato non ammette perdite. Chi perde perde. E il mercato non ammette la politica, quindi. Il successo non ammette la politica. Politica intesa come salvaguardia, gestione e innovazione dei servizi pubblici al servizio dei cittadini, che con il loro lavoro contribuiscono alla ricchezza dello stato.

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